Tecnica di manutenzione, attrezzi e attrezzatura della postazione di lavoro
Tecniche di manutenzione
Nel presente manuale sono richiamate diverse tecniche per l'esecuzione delle procedure di manutenzione e riparazione del veicolo. La loro applicazione renderà più efficace il lavoro del meccanico non professionista, permetterà di organizzare al meglio e di eseguire con qualità le varie procedure e garantirà un'esecuzione accurata e completa di tutti i lavori.
Elementi di fissaggio
Con il termine elementi di fissaggio si intendono dadi, bulloni, prigionieri e viti che servono a collegare tra loro due o più componenti. Quando si lavora con gli elementi di fissaggio è necessario tenere sempre presenti alcuni aspetti. Quasi tutti gli elementi di fissaggio impiegano un tipo di dispositivo di bloccaggio o di arresto, ad esempio rondelle di sicurezza, controdadi, linguette di arresto o sigillante frenafiletti. Tutti gli elementi di fissaggio filettati utilizzati devono essere perfettamente puliti e diritti, con filettatura integra e spigoli delle teste esagonali, su cui si applica la chiave, non arrotondati. Sostituire sempre con elementi nuovi i dadi e i bulloni danneggiati. I dadi autobloccanti con inserto in nylon o in fibra non devono essere riutilizzati, perché una volta allentati perdono le proprietà di bloccaggio e devono sempre essere sostituiti con dadi nuovi al montaggio.
Per facilitare lo smontaggio ed evitare danni, i bulloni e i dadi grippati devono essere trattati prima dell'allentamento con un apposito prodotto penetrante. Molti meccanici preferiscono utilizzare a questo scopo la trementina, che si applica comodamente da una piccola latta con beccuccio lungo. Dopo aver bagnato l'elemento di fissaggio grippato con il prodotto penetrante, prima di allentarlo lasciare agire il prodotto per alcuni minuti, in modo che penetri bene nello strato di contatto ossidato. Gli elementi di fissaggio fortemente corrosi possono essere tagliati con uno scalpello, segati con un seghetto o rimossi con uno spezzadadi.
Se la testa di un bullone si è tranciata o un prigioniero si è spezzato sul gruppo, la parte filettata rimasta può essere forata o estratta con un apposito attrezzo. La maggior parte delle officine è in grado di eseguire questa e altre riparazioni (ad esempio il ripristino di filettature danneggiate nei fori filettati).
Durante il montaggio le rondelle piane e quelle di sicurezza devono sempre essere installate nello stesso ordine e nello stesso modo della posizione originale. Sostituire sempre le rondelle danneggiate con rondelle nuove. Tra una rondella di sicurezza e una superficie metallica tenera (ad esempio in alluminio), una lamiera sottile o la plastica, installare sempre rondelle piane.
Dimensioni degli elementi di fissaggio
Per molte ragioni i costruttori di autoveicoli impiegano sempre più spesso elementi di fissaggio metrici. È tuttavia importante conoscere la differenza tra gli elementi di fissaggio standard (detti anche americani o SAE), talvolta utilizzati, e quelli metrici, più universali, poiché, nonostante la somiglianza esterna, non sono intercambiabili.
Tutti i bulloni, sia standard sia metrici, sono classificati in base al diametro, al passo della filettatura e alla lunghezza. Ad esempio, un bullone standard 1/2 - 13 x 1 ha un diametro di mezzo pollice, 13 filetti per pollice e una lunghezza di 1 pollice. Un bullone metrico M12 - 1.75 x 25 ha un diametro di 12 mm, un passo di 1.75 mm (distanza tra filetti adiacenti) e una lunghezza di 25 mm. Entrambi i bulloni sono quasi identici all'aspetto, ma non sono intercambiabili.
Oltre alle caratteristiche indicate, i bulloni sia metrici sia standard possono essere identificati ispezionando la testa. Innanzitutto, la distanza tra le facce piane della testa di un bullone metrico si misura in mm, mentre per quello standard si misura in pollici (lo stesso vale per i dadi). Di conseguenza, una chiave standard non è adatta agli elementi di fissaggio metrici e viceversa. Inoltre, sulla testa della maggior parte dei bulloni standard sono presenti di norma tacche radiali che indicano la coppia di serraggio massima ammessa (classe di resistenza). Maggiore è il numero di tacche, maggiore è il carico ammesso (sugli autoveicoli si impiegano di solito bulloni di classe da 0 a 5). La classe di resistenza dei bulloni metrici è indicata da un codice numerico. Le cifre del codice sono di norma in rilievo sulla testa del bullone, come per quelli standard (sugli autoveicoli si impiegano di solito bulloni delle classi 8.8, 9.8 e 10.9).

Marcature della classe di resistenza dei bulloni (in alto: standard /SAE/USS, in basso: metrici)
1 – Classe di resistenza 1 o 2
2 – Classe di resistenza 5
3 – Classe di resistenza 8
4 – Marcatura della classe di resistenza dei bulloni metrici

Dimensioni/marcatura della classe di resistenza dei bulloni standard (SAE e USS)
G — marcatura della classe di resistenza
L — lunghezza (in pollici)
T — passo della filettatura (numero di filetti per pollice)
D — diametro nominale (in pollici)

Dimensioni/marcatura della classe di resistenza dei bulloni metrici
P — classe di resistenza
L — lunghezza (in mm)
T — passo della filettatura (distanza tra filetti adiacenti in mm)
D — diametro nominale (in mm)
Anche i dadi standard si distinguono da quelli metrici dalle marcature della classe di resistenza. Per identificare la resistenza dei dadi standard si usano punti stampigliati su una delle facce frontali del dado, mentre i dadi metrici sono marcati con cifre. Maggiore è il numero di punti o maggiore è il valore del codice numerico, maggiore è la coppia di serraggio ammessa del dado.
Marcature della classe di resistenza dei dadi esagonali standard

Dado esagonale.
Classe di resistenza 5
Identificazione della classe: tre punti

Dado esagonale.
Classe di resistenza 8
Identificazione della classe: sei punti
Marcature della classe di resistenza dei dadi esagonali metrici

Dado esagonale.
Classe di resistenza 9
Identificazione della classe: cifra araba 9

Dado esagonale.
Classe di resistenza 10
Identificazione della classe: cifra araba 10
Anche le estremità dei prigionieri metrici sono contrassegnate in base alla loro classe di resistenza. I prigionieri di grandi dimensioni sono contrassegnati con un codice numerico, mentre su quelli più piccoli viene applicato un contrassegno sotto forma di figura geometrica.

Marcature della classe di resistenza dei prigionieri metrici
1 MARCA — Classe di resistenza 10.9
2 MARCHE — Classe di resistenza 9.8
3 MARCHE — Classe di resistenza 8.8
È necessario notare che una parte significativa degli elementi di fissaggio, in particolare quelli di classe di resistenza da 0 a 2, non reca alcuna marcatura. In questo caso l'unico modo per distinguere un elemento di fissaggio standard da uno metrico è misurare il passo della filettatura oppure confrontarla con un elemento di riferimento di identificazione certa.
Gli elementi di fissaggio standard vengono spesso definiti, in contrapposizione a quelli metrici, elementi di fissaggio SAE; tuttavia occorre ricordare che la classificazione SAE riguarda solo gli elementi di piccole dimensioni. Gli elementi di grandi dimensioni con filettatura non metrica sono di standard americano (USS).
Poiché elementi di fissaggio della stessa dimensione geometrica (sia standard sia metrici) possono avere classi di resistenza diverse, quando si sostituiscono bulloni, dadi e prigionieri sul veicolo occorre verificare che la classe di resistenza del nuovo elemento corrisponda a quella dell'elemento originale.
Procedura e sequenza di serraggio dei collegamenti filettati
Il serraggio della maggior parte dei collegamenti filettati deve essere eseguito con le forze indicate nelle Specifiche riportate all'inizio di ogni Capitolo di questo Manuale (per forza di serraggio si intende la coppia torcente applicata all'elemento di fissaggio durante il serraggio). Di seguito la forza di serraggio sarà indicata anche come coppia di serraggio. Un serraggio eccessivo può causare la rottura dell'elemento di fissaggio, mentre un serraggio insufficiente rende inaffidabile il collegamento dei componenti accoppiati. Bulloni, viti e prigionieri, a seconda del materiale e del diametro della parte filettata, hanno generalmente valori di coppia di serraggio ammessi ben definiti, molti dei quali, come già detto, sono riportati nelle Specifiche all'inizio di ogni Capitolo. Attenersi rigorosamente alle coppie di serraggio indicate per gli elementi di fissaggio impiegati sul veicolo. Per il serraggio di elementi non riportati nelle Specifiche, utilizzare la tabella delle coppie torcenti ammesse riportata di seguito. I valori della tabella si riferiscono a elementi di classe di resistenza 2 e 3 (gli elementi di classe superiore ammettono un serraggio maggiore); si presuppone inoltre che il serraggio avvenga su elementi asciutti (con filettatura non lubrificata) in un componente di acciaio o di ghisa (non di alluminio).
Gli elementi di fissaggio disposti lungo il perimetro di un componente (come i bulloni della testata, della coppa dell'olio e di vari coperchi) devono essere allentati e serrati in una sequenza rigorosamente definita, per evitare la deformazione del componente. La sequenza di serraggio e allentamento di tali elementi è riportata nei Capitoli corrispondenti del Manuale. Se non è specificata una sequenza particolare, per evitare la deformazione del componente seguire la procedura descritta di seguito. Nella prima fase serrare a mano tutti i bulloni o dadi. Quindi serrare ciascuno di essi, in sequenza, di un giro completo, passando da un bullone/dado all'altro in diagonale (a croce). Tornando al primo bullone/dado, ripetere la procedura nello stesso ordine, serrando di ulteriori mezzo giro. Proseguire allo stesso modo, serrando ogni bullone/dado questa volta di un quarto di giro per passata, fino a quando tutti non risulteranno serrati con la forza richiesta. Per l'allentamento degli elementi di fissaggio seguire la stessa procedura, ma in ordine inverso.
Smontaggio dei componenti
Lo smontaggio di tutti i componenti deve essere eseguito in modo tale che, al momento del rimontaggio, ogni parte possa essere installata nella sua posizione originale e nel modo corretto. Memorizzare le caratteristiche dell'aspetto esterno e, se necessario, contrassegnare le parti la cui installazione potrebbe avvenire in più modi (ad esempio una rondella di spinta con scanalatura sull'albero). È buona norma disporre i componenti rimossi su una superficie di lavoro pulita nell'ordine in cui sono stati rimossi. Utile anche preparare semplici schemi o fotografare passo dopo passo il componente da smontare.
Quando si rimuovono gli elementi di fissaggio, cercare di contrassegnarne la posizione originale sul gruppo. Spesso, reinstallare immediatamente bulloni e rondelle nella loro posizione dopo la rimozione del componente corrispondente permette di evitare confusione durante il rimontaggio. Se ciò non è possibile, tutti gli elementi di fissaggio devono essere riposti in una scatola divisa in scomparti, opportunamente etichettati, oppure in singoli contenitori etichettati. Questo metodo è particolarmente utile per componenti composti da molte parti piccole, come il sistema di iniezione, l'alternatore, il meccanismo di distribuzione, il cruscotto o i rivestimenti decorativi dell'abitacolo.
Quando si scollegano contatti e connettori elettrici, contrassegnare i fili o i fasci con nastro isolante riportante un codice numerico o alfabetico.
Superfici di tenuta
Su tutti i veicoli le guarnizioni sono utilizzate per sigillare il punto di giunzione di due o più componenti accoppiati e servono a prevenire perdite di olio e di liquidi e a mantenere una pressione o una depressione elevata all'interno del gruppo.
Spesso, prima del montaggio, tali guarnizioni vengono rivestite con un composto sigillante liquido o pastoso. Con il tempo, sotto l'effetto della temperatura o della pressione, le superfici accoppiate possono aderire tra loro al punto che la separazione dei componenti diventa difficile. In molti casi, per smontare tali gruppi, aiuta battere leggermente con un martello a testa morbida lungo il perimetro della giunzione. Si può usare anche un normale martello, colpendo attraverso un distanziale in legno o plastica. Non battere sui corpi in fusione e sui componenti fragili. In caso di difficoltà di questo tipo, verificare innanzitutto che tutti gli elementi di fissaggio siano stati rimossi.
Evitare di usare un cacciavite o una leva inserendoli tra le superfici accoppiate per separare i componenti, poiché le superfici di tenuta potrebbero facilmente danneggiarsi, causando perdite in seguito. Se non è possibile evitare di fare leva sui componenti bloccati, utilizzare a tale scopo il manico di una vecchia spazzola, ma ricordare che, dopo, tutti i frammenti di legno devono essere accuratamente rimossi dalle superfici accoppiate e dall'interno del gruppo.
Dopo la separazione dei componenti, le superfici accoppiate devono essere accuratamente pulite, raschiando i residui della vecchia guarnizione. I frammenti induriti della vecchia guarnizione possono essere preventivamente ammorbiditi con un convertitore di ruggine o con un prodotto chimico specifico, quindi rimossi dalla superficie accoppiata con un raschietto. Come raschietto si può usare un pezzo di tubo di rame con l'estremità schiacciata e appuntita. Si raccomanda di usare proprio il tubo di rame, poiché il rame è generalmente più tenero dei materiali usati nell'autoveicolo, il che riduce il rischio di danneggiare la superficie accoppiata. Alcune guarnizioni possono essere facilmente rimosse con una spazzola di rame; tuttavia, indipendentemente dal metodo utilizzato, le superfici accoppiate devono risultare perfettamente pulite e lisce. Se per qualsiasi motivo una superficie accoppiata risulta graffiata, prima del montaggio dei componenti riempire il graffio con sigillante per guarnizioni. Nella maggior parte dei casi occorre usare un sigillante non indurente (o parzialmente indurente).
Consigli per la rimozione dei tubi flessibili
Se il veicolo è dotato di impianto di climatizzazione, non scollegare in nessun caso i tubi flessibili dai componenti del climatizzatore finché il sistema non sarà stato scaricato presso la concessionaria BMW o da un tecnico specializzato in impianti di climatizzazione di un'officina di assistenza.
Le precauzioni da adottare durante la rimozione dei tubi flessibili sono molto simili a quelle previste per la rimozione delle guarnizioni. Evitare di danneggiare le superfici dei raccordi e dei manicotti sui quali vengono montati i tubi, poiché ciò potrebbe causare perdite. Questo vale in particolare per la rimozione dei tubi del radiatore. A causa di varie reazioni chimiche, la gomma dei tubi tende ad aderire alle superfici dei raccordi e dei manicotti. Per rimuovere un tubo, allentare prima la fascetta di fissaggio sul raccordo. Quindi afferrare il tubo vicino alla fascetta con una pinza a becco scorrevole e iniziare a ruotarlo sul raccordo/manicotto avanti e indietro. Proseguire fino a liberare completamente il tubo, quindi sfilarlo dal raccordo. Una piccola quantità di grasso al silicone o di altro lubrificante facilita l'operazione, se può essere introdotto nello spazio tra raccordo e tubo. Per facilitare il montaggio del tubo, lubrificare la superficie interna del tubo e la superficie esterna del raccordo.
Come ultima risorsa, o quando la sostituzione del tubo con uno nuovo è necessaria, l'estremità del tubo calzata sul raccordo può essere tagliata con un coltello e poi separata dalla superficie del raccordo. In tal caso, cercare di non danneggiare con il coltello il metallo del raccordo/manicotto.
In caso di danneggiamento della fascetta di fissaggio del tubo, sostituirla con una nuova. Le fascette a filo, a torsione, tendono generalmente ad allentarsi nel tempo; pertanto, indipendentemente dal loro stato, quando possibile è preferibile sostituirle con fascette a vite a banda.
Utensili
La scelta di buoni utensili è uno dei requisiti fondamentali per chiunque intenda eseguire autonomamente interventi di manutenzione o riparazione del veicolo. A prima vista i costi legati all'acquisto del set di utensili necessario possono sembrare eccessivi, ma se confrontati con le spese per la manutenzione ordinaria e le riparazioni semplici presso un'officina di assistenza, risultano del tutto ragionevoli.
Per aiutare l'automobilista medio nella scelta degli utensili necessari per le varie procedure di cura del veicolo descritte in questo Manuale, di seguito sono riportati gli elenchi di tre set di utensili, convenzionalmente denominati: set di utensili per la manutenzione ordinaria e la riparazione minima; set di utensili per la riparazione generale e completa; utensili speciali. I proprietari di veicoli privi di esperienza pratica nei lavori meccanici dovrebbero iniziare eseguendo procedure che richiedono solo gli utensili del primo elenco, migliorando al contempo le proprie competenze e ampliando gradualmente la gamma di utensili utilizzati. Con l'esperienza si può passare a lavori più complessi, integrando il set di utensili disponibile. Dopo un certo periodo, le competenze acquisite consentiranno di affrontare lavori più complessi che richiedono gli utensili del secondo elenco (per la riparazione generale e completa). Quando la qualificazione permetterà di risparmiare somme significative eseguendo autonomamente procedure di riparazione complesse, si potrà pensare all'acquisto di utensili speciali.
Set di utensili per la manutenzione ordinaria e la riparazione minima del veicolo
L'elenco seguente comprende il minimo di utensili necessari per eseguire le procedure di manutenzione ordinaria e le riparazioni di lieve entità. Si consiglia l'acquisto di un set di chiavi combinate (con testa ad anello da un lato e a forchetta dall'altro). Nonostante il costo superiore rispetto a un set di chiavi a forchetta tradizionali, la spesa è giustificata, poiché tali chiavi offrono i vantaggi di entrambi i tipi.
- Set di chiavi combinate
• (da 1/4 a 1 pollice; da 6 a 19 mm)
• Chiave regolabile
• Chiave per candele (con inserto in gomma)
- Strumento per la regolazione del gap delle candele
- Set di spessimetri
- Chiave per nipplo per lo spurgo dei freni
- Cacciaviti:
• A taglio piatto (lunghezza 150 mm e diametro 8 mm)
• A croce n. 2 x 6 pollici (lunghezza 150 mm)
- Pinze combinate
- Seghetto per metallo con set di lame
- Manometro per la misurazione della pressione dei pneumatici
- Pompa per grasso (siringa)
- Tanica per l'olio
- Carta vetrata fine
- Spazzola metallica
- Strumento per la pulizia dei morsetti e dei contatti dei cavi della batteria
- Chiave per il filtro dell'olio
- Imbuto (medio)
- Cavalletti per il sostegno del veicolo sollevato (2)
- Contenitore per lo scarico
Se le procedure di manutenzione ordinaria includono regolazioni di base, sarà necessario acquistare anche uno stroboscopio di buona qualità e un tachimetro combinato/strumento per la misurazione della durata di chiusura dei contatti del distributore. Sebbene questi strumenti siano compresi nell'elenco degli utensili speciali, vengono menzionati qui perché il loro uso è assolutamente necessario per una corretta regolazione dell'accensione del motore, parte degli interventi di manutenzione ordinaria.
Set di utensili per la riparazione generale e completa del veicolo
Questi utensili sono necessari per qualsiasi intervento di riparazione del motore e sono da aggiungere al primo elenco. Questo elenco comprende un set completo di bussole intercambiabili. Nonostante il costo elevato, il set di bussole è di enorme utilità grazie alla sua versatilità e facilità d'uso, soprattutto in combinazione con i vari tipi di impugnature incluse nel set. Si consiglia di utilizzare preferibilmente attacchi da 1/2 pollice (anziché 3/8 di pollice), poiché, sebbene più costosi, possono essere usati con quasi qualsiasi tipo di chiave dinamometrica (idealmente, un buon meccanico dovrebbe disporre di entrambi i tipi di attacco). Un'alternativa più economica al set di bussole è il set di chiavi a tubo.
- Set di bussole intercambiabili (comprese le teste di tipo «Torx») o chiavi a tubo, di dimensioni corrispondenti alle chiavi dell'elenco precedente
- Cricchetto reversibile (da utilizzare con le bussole intercambiabili)
- Manovella a T da 250 mm
- Giunto cardanico universale (da utilizzare con le bussole)
- Chiave dinamometrica (con attacco della stessa dimensione di quello delle bussole)
- Martello a testa tonda - 8 once (circa 230 g)
- Martello a testa morbida (in plastica o gomma)
- Cacciaviti:
• A taglio piatto (lunghezza 150 mm e diametro circa 6,5 mm)
• A taglio piatto (robusto n. 2, 8 mm)
• A croce (n. 3 x 8 pollici (203 mm))
• A croce (robusto n. 2)
- Pinze a molla
- Pinze:
• Per elettricisti (con manici isolati)
• A becco stretto
• Per anelli elastici di sicurezza (interni ed esterni)
- Scalpello - 1/2 pollice (13 mm)
- Raschietto (ricavato da tubo di rame schiacciato e appuntito a un'estremità)
- Punta da tracciare
- Punzone a centro
- Punte a punta sottile (1,6, 3,2, 4,8 mm)
- Riga d'acciaio/misuratore di planarità
- Set di chiavi a brugola (Allen) (per viti con esagono incassato)
- Set di lime
- Spazzola metallica (grande)
- Secondo set di cavalletti
- Cric (idraulico o a forbice)
Un altro utensile sempre utile è il trapano elettrico con mandrino da 3/8 di pollice (fino a 9,5 mm) con un set di punte di buona qualità.
Utensili speciali
In questo elenco rientrano utensili sufficientemente costosi, non necessari regolarmente o che richiedono l'osservanza delle istruzioni del costruttore durante l'uso. Se l'attività non prevede frequentemente interventi meccanici complessi, l'acquisto di tali utensili sarebbe un cattivo investimento. È opportuno acquistarli in comune con amici oppure noleggiarli presso le officine di assistenza.
Nell'elenco sono inclusi solo gli utensili reperibili nella vendita al dettaglio o prodotti per la distribuzione presso le concessionarie. Talvolta nel testo del Manuale troverete riferimenti a tali utensili speciali. Di solito gli autori cercano di proporre in parallelo un metodo alternativo che permetta di evitare l'uso obbligatorio di un utensile difficile da reperire. Se non è possibile evitare l'uso di un utensile speciale e il suo acquisto in prestito è problematico, è preferibile affidare i relativi lavori ai tecnici dell'officina di assistenza.
- Attrezzo per la compressione delle molle delle valvole
- Dispositivo per la pulizia delle sedi delle fasce elastiche del pistone
- Attrezzo per la compressione delle fasce elastiche del pistone
- Attrezzo per il montaggio delle fasce elastiche del pistone
- Misuratore della compressione dei gas nei cilindri (compressometro)
- Alesatore per la lavorazione dei bordi dei cilindri
- Honing per la lavorazione delle canne dei cilindri
- Misuratore del diametro dei cilindri
- Micrometro (micrometri) e/o calibro a quadrante
- Attrezzo per la rimozione dei punterie idraulici
- Estrattore per giunti sferici
- Estrattore universale
- Cacciavite a percussione
- Set di comparatori
- Stroboscopio (con sensore induttivo)
- Pompa manuale combinata (a vuoto/a pressione)
- Tachimetro/strumento per la misurazione della durata di chiusura dei contatti del distributore
- Tester universale per misure elettriche
- Attrezzatura di sollevamento
- Attrezzo per la rimozione/installazione delle molle dei freni
- Cric da officina
Acquisto di utensili
Al meccanico principiante possono essere suggeriti alcuni consigli pratici per l'acquisto degli utensili necessari per la manutenzione ordinaria e le riparazioni del veicolo. Quando ci si prepara a eseguire interventi di manutenzione ordinaria o riparazioni minime, è opportuno acquistare gli utensili singolarmente. D'altra parte, se si prevedono lavori estesi, è più semplice e conveniente acquistare un set completo di utensili moderni in un negozio della rete di vendita al dettaglio. Il set costa solitamente un po' meno dell'acquisto dei singoli pezzi e spesso è accompagnato da una cassetta portautensili. In seguito, per ampliare la gamma, si possono acquistare singoli utensili, set aggiuntivi e una cassetta portautensili più grande. Il progressivo ampliamento del set di utensili consente di distribuire la spesa e di individuare gli utensili davvero necessari.
I negozi specializzati in utensili sono l'unica fonte per l'acquisto di alcuni utensili speciali, ma, indipendentemente dalla fonte, evitare acquisti economici, soprattutto per cacciaviti e bussole intercambiabili, poiché la loro durata sarà certamente breve. I costi legati alla sostituzione e al ripristino di utensili economici risulteranno alla fine incomparabilmente più elevati rispetto al costo di un unico acquisto di un prodotto di qualità.
Cura e conservazione degli utensili
Un buon utensile è un investimento prezioso, quindi è opportuno preoccuparsi di mantenerlo pulito e sempre pronto all'uso. Dopo l'uso, prima di riporre gli utensili, pulirli sempre accuratamente con un panno asciutto e pulito, rimuovendo residui di sporco, grasso e particelle metalliche. Non lasciare mai gli utensili sparsi sul posto di lavoro. Al termine dei lavori, controllare attentamente lo spazio sotto il cofano e sotto il veicolo per verificare che non siano stati dimenticati utensili.
Per riporre utensili come cacciaviti, pinze, martelli e simili, è ideale un portautensili a parete fissato in un punto comodo del garage. I set di chiavi e di bussole intercambiabili devono essere conservati in cassette metalliche. Gli strumenti di misura devono essere conservati in luoghi asciutti e puliti, al riparo dalla corrosione.
Prestare sempre attenzione allo stato delle superfici di lavoro degli utensili. La testa del martello si deforma durante l'uso e i cacciaviti perdono nel tempo l'affilatura delle punte. Dedicate un po' di tempo e attenzione a rimuovere le deformazioni con carta vetrata o una lima e a ripristinare i bordi taglienti. Sostituire gli utensili irrimediabilmente usurati o danneggiati.
Con una cura attenta, l'utensile vi servirà fedelmente per un periodo molto lungo.
Attrezzatura del posto di lavoro
Parlando di utensili, non si può non menzionare l'attrezzatura del posto di lavoro. Se si devono eseguire lavori più seri della semplice manutenzione, occorre predisporre un'area di lavoro adeguata.
Bisogna riconoscere che molti automobilisti sono costretti a rimuovere il motore e a svolgere altri lavori simili in condizioni ben lontane da un garage o un'officina. In ogni caso, un requisito importante è la presenza di un tetto o di un telo.
Ove possibile, qualsiasi smontaggio di parti dei sistemi del veicolo deve essere eseguito su un banco da lavoro pulito e piano, o su un tavolo robusto di altezza comoda. Il banco deve essere dotato di morsa. È sufficiente una morsa con apertura delle ganasce fino a 100 mm e con ganasce rivestite di materiale morbido.
Come già detto, nell'area di lavoro deve essere previsto un luogo pulito e asciutto per riporre utensili, lubrificanti e detergenti, stucchi, vernici e materiali simili.
Occorre notare che il trapano elettrico è uno strumento assolutamente indispensabile, quindi l'area di lavoro deve essere dotata di una fonte di alimentazione per collegarlo. Un trapano con mandrino fino a 9,5 mm e un set di punte di qualità facilita notevolmente l'esecuzione di molte procedure.
Infine, nel posto di lavoro deve sempre essere disponibile una scorta adeguata di vecchi giornali e di stracci puliti, non sfilacciati, per la pulizia dell'area di lavoro, degli utensili e dei componenti del veicolo.
L'olio esausto deve essere consegnato ai centri di raccolta in contenitori ermetici.
Non eseguire mai lavori su una superficie verniciata non protetta del veicolo: usare protezioni per i parafanghi o, in mancanza, coprire le superfici lucidate con vecchie coperte.
Mettiti alla prova
Un breve quiz sulla BMW 1: ogni risposta ha una spiegazione e un link alla pagina del manuale.